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Buco neroJune 12 What about Him?Sinceramente, non lo capisco. Viene, si siede, e sta là; osserva. Cosa ci trovi da guardare in giro lo ignoro.. sempre ammesso che guardi qualcosa, ché a dirla tutta potrebbe passare un’intera processione di scimmie urlatrici vestite da Capitan America e nemmeno ci farebbe caso.
L’aspetto curioso della faccenda è che sempre, matematicamente, cambia espressione quando avverte la sua presenza.. e non gli serve mica sentirla o scorgerla da lontano; lo sa bene, lui, quando è arrivata. Come faccia non lo so, ma quel che è certo è che poi diviene impossibile distoglierlo.
Ricordo ancora quella volta che lo vedemmo sfarfalleggiare entusiasta nel bel mezzo della strada mentre fuori pioveva a dirotto. Noi dentro la macchina a stento vedevamo fuori dai finestrini e lui, disinvolto, si aggiustava il nodo della cravatta..
Lasciate stare.. quello è uno che, se la mattina gli va di farsi due passi e prendere una boccata d’aria, esce di gran carriera e, guardandoti come se ti stesse comunicando la cosa più importante di questo pianeta, ti dice: “Esco, devo controllare se il sole è ancora al suo posto oggi.”
A volte ho l’impressione che la sua sia semplicemente una sfida contro la sorte; ma una sfida a distanza, non so se mi spiego, un tentativo di ritardarne oltre ogni ragionevole misura l’inevitabile scontro diretto. Una specie di gara di apnea, ecco. Ma a lungo andare senza ossigeno…
Ben presto mi sono resa conto che quando realmente ti saluta, a prescindere dalle circostanze, in cuor suo è sempre come se fosse l’ultima volta.. e questa cosa dà spesso sui nervi a chi se ne avvede perché credo che, in definitiva, non sia facile per nessuno accettare la realtà della solitudine.
Non ho mai sopportato quella sua aria da snob, quell’atteggiamento schivo di chi se la cava benissimo da solo, quel senso di superiorità meschinamente palesata. Non parliamo poi dei sui toni inquisitori nel porgere anche le domande più banali.. Un tipo subdolo, ambiguo; che ne so..
Fino a qualche tempo fa mi ero sempre chiesto cosa ci trovassero in lui, cosa avesse di particolare quel tipo serio e svagato perché ne parlassero con una certa intimità altre persone che stimo. Ora forse potrei chiedermi cosa abbia di comune.. ma, a parte gli scherzi, posso riconoscere che mi ha aperto nuove strade. Egli stesso è come una strada; di quelle urbane, caotiche e dissestate.
Suonare non fa di lui un musicista, né dipingere lo ritrae artista, né scrivere lo innalza a poeta, né leggere lo restituisce saggio, né allenarsi lo tramuta in atleta, né spostarsi lo rende viaggiatore. Innamorarsi non lo rende un amante. Esistere non fa di lui un uomo. Ma sognare, mi disse, fa si che per lo meno ci provi.
Scegliere è una faccenda seria, mi confessò tempo addietro; imparare a scegliere equivale a vivere. Una faccenda per gente seria, insomma, non come lui.. e con questo voleva includere ognuno di noi. Poiché tutti, a suo avviso, sono gente seria; non giudica mai nessuno. L’unica eccezione la fa per sé stesso. Ama le contraddizioni e volentieri farebbe a meno di confrontarsi con la realtà. Mi chiedo se a volte ci riesca davvero..
Il fatto di vederlo giornate sane apparentemente senza un piffero da fare per me è sempre stato un bluff. Lui è un bluff, lo ripeto sempre. Perché sacrificare i propri interessi? Magari ha un ordine di priorità tutto suo, o forse è talmente occupato da darsela a gambe. Coraggio o vigliaccheria? Chissà.. In ogni caso, giorno per giorno, un ritaglio prezioso di tempo lo butta via. Direte voi: uno spreco.. credo che abbiate ragione; di sicuro, comunque, il miglior modo di sottrarlo all’abitudine. April 02 A un metro da meA un metro da me bianco orizzonte; imparare a non riempirlo. Colmare la vita è un lavoraccio, ma pervaderla…A un metro da me si infrangono onde cariche di sogni trasportati da oltreoceano, e gli schizzi mi sfiorano il volto. Per nuotare devo accettare di bagnarmi, così mi tuffo a occhi chiusi nella marea avvolgente ma è a un metro da me che Partenope canta. Mi lascio ammaliare da voci che si disperdono nel gorgoglio di un tempo incantato; guasto ma consuetudinariamente rasserenante. Una voce intanto emerge tra le altre nel silenzio dei suoi toni che, soli, sanno turbare la mia pace. Una presenza avvertita da un ragazzo che, a un metro da me, a un anno da me, viveva; lo ricordo bene, proprio come adesso. E ancora quanti destini brillano a solo un metro! Incrociano segmenti di probabilità, nella tensione della potenza sferzano umori, e infine vanno. Trattenerli come un respiro, per il tempo che si può. Quanto è distante un metro? Chiedilo alla goccia sulla punta della stalagmite, che sfidando ogni pazienza confida nell’avvenire e sogna di elevarsi; oppure chiedi a quel raggio di sole, proprio lui che dimentica in fretta ma che pure otto minuti fa un primo fra tanti passi abbandonati deve averlo compiuto, sfidando quasi le leggi del cosmo, spingendo al limite ogni dimensione, pur di donare un calore lontano. January 04 S'il vous plaitFANCULO!! Fanculo a me Fanculo al superfluo che mi rende satollo Fanculo perché siamo condannati a morire Fanculo perché siamo condannati ad amare Fanculo perché prima di agire ho una testa che pensa Fanculo a chi prende in giro e spesso nemmeno se ne rende conto Fanculo all’immobilità Fanculo perché siamo succubi della bellezza che risplende in ogni anfratto di questo mondo Fanculo al caso e alla tentazione di tirare la sua monetina truccata Fanculo perché siamo condannati ad amare Fanculo perché non riesco a farvi capire quanta rabbia genuina sto esprimendo (Fanculo!) Fanculo perché ci danno un telecomando per combattere il male nel mondo Fanculo perché ci danno cannoni per ammazzare le mosche Fanculo perché sbuffare a casa mia è il più frequente atto di comunicazione Fanculo a tutte le volte che penso “ormai” Fanculo perché arrivo sempre in anticipo Fanculo perché gli altri sono sempre in ritardo Fanculo perché non ho mai fede ma mi fido sempre Fanculo quando ho ragione e vorrei tanto non fosse così Fanculo alla mediocrità che mi viene rinfacciata ogni volta che mi passa di mente Fanculo perché non basta mai il tempo Fanculo perché comunque se hai del tempo non sai che farci Fanculo perché siamo condannati ad amare Fanculo perché siamo affezionati ai nostri difetti e non li vorremmo mai barattare con nulla Fanculo perché non riusciamo ad accettare quello che noi stessi affermiamo con tanta leggerezza Fanculo alle regole Fanculo alle eccezioni che complicano sempre tutto quando vorremmo molto semplicemente capire Fanculo alle contraddizioni, alla complessità, alla spontaneità; al banale.. Fanculo quando finisce il barattolo di dolci schifezze Fanculo quando piove e sei a piedi senza ombrello; quando cadi nelle pozzanghere.. Fanculo quando perdo ai video giochi. Per un tanto così.. Fanculo perché siamo condannati ad amare… CAZZO FANCULO!!! Fanculo alla mia volgarità, ma la adoro proprio in questo momento; quando ci vuole.. Quando ci vuole? Tutto questo intendo..quando ci vuole? quando ci vuole? quando semplicemente vuole? Voglio! Si..lo sento, in fondo; c’è qualcosa che decisamente mi sfugge (meraviglia dell’assurdo!), ma fa simpatia.. ironia delle cose, del mondo; autoironia… December 28 SerendipitàAssopirsi lentamente al gelo può essere fatale; il freddo non manca di certo, basta mettere la testa fuori per accorgersene, quindi tutto ciò a cui siamo tenuti a badare è semplicemente: evitare di dormire.. Attenzione però ché non basta tenere più o meno a lungo gli occhi aperti; gli eventi della nostra quotidianità raramente spingono all’azione, non sempre ci sbatacchiano nel guazzabuglio del vivente, piuttosto ci avvolgono, guarda un po’, proprio come una pesante coltre..e quanto spesso imprechiamo con chi cerca di togliercela di dosso! Con la nostra testa affossata nel cuscino, al riparo da un’innocua brezza mattutina, ben accorti a non scoprirci nemmeno la punta dei piedi..e in punta di piedi delicatamente scivolare fuori scena... E brusche le fiammate di una coscienza che annegante vuol affiorare in superficie, spiando un mondo di forse e di potrei dallo spiraglio, quasi un genio intrappolato nella sua magica lampada.. Ma il sonno..sveglia, o Aladino! Ché i desideri ristagnano a star fermi, freddo è l’olio della sincerità e nel buio le migliori guide fidate rischiarano sentieri già riciclati per i tuoi passi ingenuamente incauti. June 24 Piccole conquiste in differitaIl mito diventa umano. Corri da eroe per agguantare un momento, magico, pur breve ma sacro, rubarlo e nutrirtene per sempre come fosse la tua linfa. Ogni cosa è surreale, porti in dono le terre del tuo immenso spirito e rivestito d’onestà tutto offri senza riserva alcuna.. mi basta un sorriso, ne sarò custode fiero e geloso e, paladino, lo scorterò fra tenebre fredde, camminando là dove il calore dei sogni non batte più, in lande di cui provo pietà. Potrei; ma simili tesori sfuggono, impalpabili, oltre ogni affanno. Sei nobile abbastanza?... Passa il tempo, un giorno sei distratto più del solito e inciampi. Cadi nel fango e, la faccia segnata da cavaliere decaduto, ti volti ad imprecare contro quella pietra, o fosso, o…non ci credo, il tuo momento! Ci sei ruzzolato sopra. Ed ora, da terra, che effetto ti fa? Tutta la tua eleganza è perduta in un soffio, eppure.. non c’è modo di ritardarlo, e non puoi far finta di niente; ti si tende addirittura una mano, adesso. Probabilmente non sei un uomo migliore di quanto non lo sia stato fin ora, o forse si, ma non è questo il punto. È la prospettiva rinnovata; improvvisata se vogliamo. E tutto ciò che ti regala è molto più di quanto non avresti osato sognare: possibilità. Poi il tempo l’ha vinta ugualmente ché arrivano troppo tardi, o acerbo è al contrario il frutto delle tue esperienze; ma come si fa a non apprezzare l’ironia? Ringrazi, comunque. Ti fa strano, adesso, sentire odore di realtà. Ti piace la fragranza? Possibilità a lungo sospirate, ieri, ma adesso che te ne fai? Il sole che riscaldava i sogni adesso rischia di scottarti, e brucia la pelle, e.. sostanzialmente non cambia nulla, però è tutto vero. E in ritardo. Ripasserò, magari. June 03 Le Roi est mort, vive le Roi !Ai miei funerali voglio musica. Tanta, decente. Ai miei funerali voglio qualcuno che sappia raccontare ciò che in vita mia non sono riuscito a realizzare. Ai miei funerali voglio presenti i miei debitori e i miei creditori, e spero si possano incontrare e scambiare due parole. Ai miei funerali voglio qualcuno che non vedo da anni e nonostante tutto vince il timore di sentirsi fuori posto, perché non lo è. Ai miei funerali voglio che manchi qualcuno, che preferisce ricordarmi a modo suo, lontano un lungo viaggio o pochi passi. Al mio funerale voglio qualcuno che uscendo sorride per il sole, anche se magari non c’è. Al mio funerale voglio qualcuno che poi prende quattro amici sottobraccio e offre da bere. Al mio funerale voglio qualcuno che spedisca una rosa a tutte le ragazze che mi hanno fatto innamorare, anche se qualcuna non si ricorderà. Al mio funerale voglio qualcuno che non ho mai avuto il privilegio di conoscere, si consideri mio fratello. Al mio funerale voglio qualcuno che si prenda in eredità una buona storia da riascoltare quando sente che il Tempo non è poi così meschino. Al mio funerale voglio qualcuno che mi abbia accompagnato in tante avventure, che per questa mi lasci da solo in ricognizione. Al mio funerale voglio qualcuno che si ricordi di fare un occhiolino alle persone che si chiederanno perché non mi vedono camminare avanti e indietro per strada, perché ci sono appuntamenti taciti tra perfetti sconosciuti che non mi andrebbe di mancare. Infine vorrei qualcuno che, al mio funerale, riesca a intuire il senso di queste richieste e dell’esistenza di chi le ha presentate; saprà con certezza chi ho cercato di essere.. April 24 Silenzio in salaCala la luce, per un momento sei il re del palco, grande o comparsa non fa differenza, c’è chi ti osserva ed apprezza, però...in platea non sorride chi cerchi; non appare nemmeno, in effetti. Vuoto è un posto che spicca tra mille, ti cattura e sconvolto stai là. Da ogni applauso distante, o sussurro, o fruscio, studia altrove la parte che è sua; passa accanto al cartello di fuori, elegante, osserva, e procede. Fuggi tu? Indugio io? Dove sei? Il costume calza fiero, ma ogni senso è ormai perduto se sottratto al tuo cospetto, corre incauto il mio pensiero ma il tuo sguardo sfreccia dritto, attraversa il mio silenzio per fermarsi nel mistero chissà dove abbandonato dai miei passi tempo addietro. E ogni volta ritrovarsi, saggio, affabile e imbecille, ad arrendersi ai gradini della scala posta a valle. Immobilità, stanca. Esausta. Differire dal nulla costa; biglietti omaggio per la speranza, intanto.. March 17 Sui miei passiRitorna. Puoi non prestarci attenzione, ma non mettere in dubbio la sua puntualità; quel pensiero ti trova sempre..e puoi fartelo amico, scambiarci quattro chiacchiere se vuoi: come ti butta?a me benone, a te?era un po’ che non ci si incontrava! Ma è inutile che cerchi di celare il tuo turbamento, se ne accorge se fingi..allora glielo puoi confessare: sai?mi hai sorpreso davvero..cosa ti spinge da queste parti? Poi lo guardi in faccia, lo osservi bene e ti accorgi che sorride: sono venuto a vedere come te la passi, se è cambiato qualcosa..confesso che non ti trovo proprio in gran forma, sembri un tantino smagrito, però ne hai guadagnato in carattere..uhm, non so ancora se fidarmi di te (e potresti magari dire altrettanto) però, vedi, l’ultima volta mi hai cacciato in malo modo, te le studiavi tutte per cancellarmi da questa esistenza, eppure oggi non solo me la bazzico ancora qui nei paraggi ma sono quasi commosso dalla tua benevola accoglienza..bè che fai?non mi offri da bere?....Hai ragione, a questo punto ci sta tutto, un sano brindisi..non so perché ma in genere è così, un tavolino di un bar e tutti i ricordi fluiscono meglio..fresca versata fa un po’ di schiuma ma poi..poco alla volta si esalta la doratura e poi..bè in genere si intravede il fondo; ma il boccale è fatto per essere riempito ancora e ancora, e adesso tu sei qui, e io un altro giro lo offro per tutti e due.Ti parlo da amico, sei stato insopportabile, e io forse debole, o forse solo un uomo, fatto sta che a un certo momento devo aver compreso di non poterti vincere..forse proprio allora, non ricordo con esattezza, ma di certo all’improvviso, mi voltai per un attimo, roba di una frazione di secondo, e con la coda dell’occhio vidi un'ombra dipanarsi oltre l’angolo di una stradina che ancora ricordo con un pizzico di malinconia; feci anche per muovermi in quella direzione ma poi fui distratto da non so nemmeno io cosa e quando mi ritrovai giusto al centro di un’enorme piazza, tutta addobbata a gran festa, avvertii un leggero senso di serenità e pareva appagante l’incalzare di una mia risata, anche quella, spuntata da chissà dove. Io non saprei ancora dire se si trattò semplicemente di un sogno evanescente, ma poi i mesi passarono, gli anni, e mille problemi ancora adesso mi tengono ben sveglio..alcuni scivolano via senza amarezza; altri, poverini, continuo a rimandarli elargendo appuntamenti che dimentico sempre di segnare sull’agendina e loro, infaticabili, si ripresentano timidamente con il loro foglietto di prenotazione..pochi altri, ma non ultimi nella lista, mi creano fastidi non trascurabili che esigono attenzione costante.. Non ridere, dai!c’è un po’ di te in tutti loro..questo forse me li rende un po’ più familiari, ma non c’è paragone..certe brutte facce questi della nuova generazione..questi qui, sono sicuro, uno come te lo snobbano, e con il loro cinismo infondono una paura che mi fa rimpiangere l’odio che, ora lo so, in tutto il mio rispetto serbavo nei tuoi confronti….Credo di capire. Concedimi di essere quel tantino orgoglioso quando ti sento di tanto in tanto cercarmi..l’altro giorno parlavi con un caro amico di vecchia data, ho visto che mi hai notato tra la folla indistinta..poi magari ti si osserva sfogliare album più o meno impolverati in cerca di quella ragazza tanto carina. Quando capita mi affaccio..la nostra lotta non è stata impari; sono sempre stato il rovescio della tua medaglia, quindi, comprenderai, per vederci entrambi ti serve solo uno specchio..è così che l’esperienza sempre ammonisce gli uomini..ma questo ormai lo sai e, ben attento a lanciar sassi nello stagno quando nell’acqua vedi una sagoma, ricorda di guardare chi c’è dietro il tuo peggior nemico, soprattutto quando cerchi conforto..poi porta sempre tutto e tutti con te e urla al mondo per presentarli; nessuno ti capisce? Ma come, non li riconoscono? Bè, credo sia normale..è il tuo bagaglio, sporco e disordinato; tuttavia non va spiegato, quindi niente vergogna.. qualcosa magari è rimasto sgualcito ma fa sempre tenerezza quando poi lo si caccia fuori, una bella sbattuta, e subito indosso come un tempo. O quasi.. January 01 Mamma MaéMama Mae' prega perche' il mondo va piu' veloce di me Alzo stereo a palla per non pensare alzo cosi' tanto da farmi male dimenticando tutto quello che so tutto quello che so Rotolo e rimbalzo tra l'inferno e il cielo Tra demoni privati e santi extra vangelo perdendo terreno ma il fiato e' quello che e' prega un poco per me Partecipo al gioco e non so bleffare si vince o si perde io voglio provare Mama Mae' prega perche' il mondo va piu' veloce di me Controsterzo, sbando e vado di fuori cercando di seguire piloti migliori ma e' un po' ricucire uno strappo e non so se mi va no, non so se miva Per ogni partita hai un gioco da fare che vinca o che perda io voglio provare Mama Mae' prega perche' il mondo va piu' veloce di me...... December 17 Achille e la tartarugaIn una città grande abbastanza come la mia pare non esista nemmeno un buco dove poter gridare. Non è triste, di più..che poi si sa, quando qualcosa va storto tutto sembra avere la capacità di piegarsi a sua volta nel modo sbagliato. Anche se è un termine che avevo abolito insieme a “giusto” perché in fondo tutto è sbagliato. Ciò che è, è. Senza troppe storie. Anzi, con una storia; la tua.. E sta lì ad insegnarti che sei ancora un uomo e che sei capace di provare le emozioni di un tempo, quelle si, sempre identiche. Ma ti ricorda anche che la sorte si accanisce, spesso, e tu resti un ottimo bersaglio. Si, perché in fondo ti conosce bene, e gioca pesante sulle tue debolezze. Ti taglia le gambe e poi ti sfida sui cento metri.. Non siamo i tipi che si arrendono, e se c’è da correre monchi in una maratona non ci tiriamo indietro, speranzosi che si stanchi prima di noi; ma lo scatto…la vita è spesso brevi lampi che non vanno trattenuti..tagli il traguardo e hai imparato una nuova lezione, ma intanto perdi. E ancora. E ancora… November 23 fondamenti di "inutilismo" generaleA volte per dire delle cazzate serve aiuto, sia esso in prestito dalla scienza o quant’altro si possa immaginare di attinente con le rocambolesche scuse che il caso offre sì volentieri alla meraviglia di un vassoio luccicante alla tavola di porci ben viziati ma raffinatamente saggi nell’occuparsi di quanto sia concesso alla propria bocca di ospitare nel lasso di tempo di un lungo sguardo al cannocchiale in direzione polvere nel deserto. Io so far da me, almeno in questo..voglio dire: un buon pretesto non è difficile da trovare in giro; pesca da qua, inserisci là, e hai capito tutto. Ma proprio tutto. E allora si che un sorriso malcelato (oserei definirlo dignitosamente ebete), libero da ogni scopo, diviene ritratto della soddisfazione nel rendersi artefice dell’inutilità. Complice e vittima; consapevolmente colpevole. October 19 Un'ombra sulla rivaVecchia cala abbandonata..è da qui che ci tenevo a iniziare. Lo so, l’approdo è malsicuro e umiliato forse dalle intemperie, ma ospitale quanto basta con chi null’altro chiede se non un breve attimo di intimità. Il vento, quello, continua a fregarti beffardo e si diletta nel vederti alzare al collo il bavero della giacca mentre orizzonti di grigio si fanno spazio oltre il piccolo promontorio. La lettera accuratamente riposta nel tascone blu riporta l’indirizzo lontano di casa, ma mai come in questa tappa confusa ti senti padrone dei luoghi che calpesti. E la nebbia è sempre là a camuffare quella solitudine, tua unica compagna di viaggio. Il freddo punge quel tanto da farti dubitare che ti stai movendo soltanto in uno dei tuoi sogni ricorrenti. O almeno, inizi a intuire che se vuoi attraversare davvero gli oceani non c’è spiaggia che potresti raggiungere se non partendo da qui; anche una breve affacciata, un pur rapido saluto, ma è doveroso. Più fuori il mondo urla e va affrontato, poco alla volta, ma un lupo di mare ha bisogno anzitutto della sua bussola..è qui che hai imparato a guardare le stelle e, per quanto incerta la rotta, sorridi con la serenità di chi si sa orientare. Nell’uragano badi bene a distinguere lo scricchiolio dei legni tuoi amici, perché solo così puoi non accorgerti che sei nudo e fragile. Per chi ti cerca disegni una mappa, di volta in volta, ma chi, mentre la vita tuona e le correnti spostano alla deriva, ha la pazienza di contemplare le tue carte nautiche con quel pizzico necessario di incuranza verso la tempesta? Intanto ormai sei qui seduto su di uno scoglio indisturbato, e in questo specchio del tuo viaggio interiore sei intento, sigaro sbuffante tra i denti, ad aprire un antico baule di cent’anni almeno; la chiave arrugginita cigola girando nella serratura e finalmente, adagiato sul fondo pieno di sabbia, il diario di bordo..le pagine si ingialliscono col tempo ma la salsedine permette ancora di leggere le poche righe scritte a mano prima che si perdano per sempre: “Il mio viaggio non ha inizio e non ha fine, è il cerchio dei pensieri a ruotarmi attorno; possa l’inchiostro seguire il suo tracciato…” March 15 Lettera a ?Caro amico, trovo finalmente il tempo per scriverti di nuovo.. d’istinto mi verrebbe di scusarmi per tutto il tempo in cui non mi sono fatto sentire, ma so che sarebbe superfluo; in fondo lo sappiamo bene che non sei un tipo permaloso. Ma stai comunque tranquillo che non sei affatto uscito dai miei pensieri, anzi, con gli altri amici ci si trova spesso a parlare di te..e lo so cosa mi diresti, che in fondo non ti sorprende affatto..diciamo che la modestia non è mai stata una tua grande qualità, e forse è per questo che sei sempre al centro delle polemiche e nessuno smette mai di giudicarti; sei irresistibile, è inutile negarlo, ti sei avvalso di una tradizione secolare e hai fatto della tenacia la tua arte..nonostante la tua ambizione devo comunque riconoscere la grande umiltà che hai saputo dimostrare rimanendo sempre pronto a mettere tutto in discussione ad ogni passo, senza il timore di procedere con la consapevolezza di dover spesso distruggere tutto quanto avevi contribuito a costruire con noi altri, per poi poter ripartire con nuova carica e con tutta la buona volontà necessaria per andare avanti..e questo, ci tengo a dirtelo, ti fa onore. Sei perfettamente consapevole che noi tutti abbiamo dei limiti ma non per questo disdegni il nostro aiuto nell’assolvere al tuo oneroso compito, e accidenti a me se ti ho mai visto arrenderti o semplicemente fermarti a riposare! I tuoi viaggi in giro per il mondo sono ormai entrati nella storia, sei sulla bocca di tutti, e ne approfitto per ringraziarti ancora del tempo trascorso assieme, per tutte le cose che mi hai insegnato lungo il tragitto che abbiamo condiviso insieme al resto della comitiva. Non posso dar torto a chi dice in giro che hai sempre la testa fra le nuvole eppure non soltanto mi hai sempre dedicato la tua attenzione senza mai ignorarmi, ma i tuoi interventi sono spesso più concreti di tante idee che vanno e vengono nascendo, evolvendosi e morendo nella loro fiera spavalderia. Sei l’unico in grado di smontare quanto di più affermato c’è al mondo, ed ogni volta che sento l’odore di rivoluzione mi accorgo che dietro a tutto, alla base, ci sono sempre le tue sottili manovre. Non ti nascondo che ho spesso temuto per la tua libertà, ma il vessillo sotto il quale raduni milioni di persone si fregia di un simbolo forte il cui disegno riassume un po’ quello che è il tuo progetto, un’ampia curva che nasconde l’orizzonte ma tende a un punto, un obbiettivo che forse tu soltanto conosci, e finché ci sarà anche un solo uomo pronto a sbandierarlo nulla rimarrà immobile, e tutto scorrerà restituendo alla vita la sua essenza. Adesso però non voglio rubarti altro tempo prezioso e ti saluto con la speranza di rivederti al più presto.
Tuo fedelissimo D.T.
P.S. ricordati che ho ancora da presentarti diverse persone; mi raccomando, ci tengo.. January 16 originalità ad ogni costoVortici di parole, amara soluzione satura di sogni amalgamati a squarci di realtà, saggi silenzi oltraggiati da presuntuose voci di ovvietà..il grido è unanime:”lo sento anch’io”; provo quel che provi tu, che provano tutti..dammi qualcosa di nuovo!..ma la realtà è più vasta di ogni illusione, eppure ognuno sente di dover dire la sua ad ogni costo. Il fatto è che ognuno è libero di farlo. La libertà..quanto è costata al passato la nostra libertà? Quanto ancora costa? Credi di arrivare a comprendere almeno il riflesso di questo concetto? Bene..capirai forse allora che il giusto rispetto di tale conquista non è certo quello di ostentarla ad ogni occasione. Sciami di mosche volano fiere seguendo il tanfo delle buone idee..ma queste mosche a ben vedere sono più che cieche, a dispetto dei loro mille occhi, e procedono orgogliosamente convinte di battere nuovi percorsi, quasi fossero paladini solitari o pionieristici esploratori di mondi ignoti…Ad ogni modo, signori, essi agiscono. O comunque ci provano..insomma, non sono certo io né chiunque altro a doverli giudicare; l’uomo non è una creatura adatta né tanto meno abile nel farlo poiché nessuno può tirarsi fuori dalla traiettoria oltre l’accusa del proprio indice in un mondo di specchi quale quello indispensabilmente costruito dalla nostra percezione. Tuttavia mi chiedo giusto se almeno con noi stessi riuscissimo tutti ad essere critici abbastanza -se non addirittura umili e onesti- cosa cambierebbe nelle nostre prospettive e nelle scelte che ne conseguono. December 03 Dove ci muoviamo?Ultimo elemento di corsa senza tempo, un limbo aristocratico di bene proferito da sagge parole mediate da uno schermo che cade nella patetica ovvietà. Considerazioni di poco interesse su sconvolgenti fenomeni di quotidiana noia. Mortale deperimento psico-sociale. Fragili basi impiantate da un senso comune di ordine nato, cresciuto e morto nell’evolversi delle banalità. Percorsi che deviano da una strada di per sé incompleta per aggomitolarsi in un groviglio di percorsi già battuti dove la speranza è volta a grandi obbiettivi che cedono volentieri la responsabilità del loro ruolo alla mediocrità dilagante. È un tentativo, dunque, di vana sincerità il mio intento ad andare direttamente incontro al risultato; chiamatemi furbo o datemi del pazzo, tanto in fondo la differenza è solo nelle personali interpretazioni. L’importante a questo punto è solo l’umiltà di accettare l’impotenza delle nostre convinzioni di fronte all’elegante ironia della realtà che presto o tardi finisce col rivelare la sua immanenza in maniera così bruta da costringere la più incrollabile delle leggi, morali e non, a riconsiderare la propria intima essenza. Alle volte tutto sembra acquistare una piacevole forma in qualche modo rasserenante, ma troppo spesso si omette di considerare queste sagome anche e soprattutto come semplici ombre, con tutto il valore che comunque và loro riconosciuto… October 02 Man in the cornerSudore nell'aria, sudore nel letto
psico-alterato tengo d'occhio il soffitto
la stanza mi schiaccia, spinta dal mondo che ho intorno
cambia la forma, cambia il contorno
Nervi strizzati, sotto pressione
nel materasso corre l'alta tensione
salta sopra le molle, passa sulle pareti,
sento la puzza dei miei pensieri bruciati
NASCI man in the corner
CRESCI man in the corner
SPERI man in the corner
MUORI man in the corner
Sudore nell'aria, sudore nel letto
pasticche di fiducia, ma non fanno più effetto
solo nell'angolo sempre e ancora di più
dormi stella, dormi almeno tu
Uomo di oggi, ieri e dopodomani
distanza mentale che ci tiene lontani
sai dove andare, ma non da dove passare
e quel soffitto che scende non si vuole fermare
RIT.
Solo nell'angolo,
solo nell'angolo sempre e ancora di più...
NEGRITA September 24 a volte il cuore mente- Non ti soffermare, uomo, in questo pozzo di menzogne..onesto guardasti negli occhi la paura: essa è verità ma in nessuna forma potresti comprenderla, diversa da quella che conosci…
- Ti prego non guardare al mio cuore, saggio maestro, poiché lì viene concepito ormai solo il marcio barlume di speranza, la più falsa delle illusioni, quella che porta avanti lo spettacolo, quella di cui non so ancora fare a meno..potrai perdonare la mia debolezza? Tu che mi insegni la vita, quella vera, vorrai ancora aspettarmi? L’attesa che ti offri misericordiosamente di consumare mostra al mondo tutto quanto sia vertiginosamente profonda la mia mediocrità. Sei solito dire che il tempo è tuo alleato ma il punto è che io sto davvero perdendo la mia Fede nel divenire. Scorre rapido il mondo attorno a me -lui si- ma io sembro uno scoglio inamovibile che si rifiuta di seguire il naturale flusso migratorio tendente all’ordine. La mia staticità rappresenta in sé uno sforzo perpetuo che va contro persino il mio concetto di giusto. L’egoismo mi impedisce di uscire dal mio mondo allo stesso modo in cui mi è negata la possibilità di entrare nel mondo dalla mia stessa consapevolezza di essere inadeguato, bisognoso di aiuto dal prossimo ma escluso dalla possibilità di partecipare alla vita altrui, filo smagliato nel telo dei sentimenti, superfluo dettaglio in una personale missione che mi vorrebbe invece come protagonista nel tentativo di rendermi utile, conseguenza della quale è una frustrazione senza sfogo per il fallimento di tale obiettivo… il dialogo si interrompe qui, amici, perché come spero possiate comprendere io non riesco ancora a immaginare quale possa essere la risposta più giusta che ci si aspetterebbe dal vecchio saggio. Ma una risposta c’è, ci voglio credere ancora, confido in questo. Magari a voi può venire in mente in maniera più semplice e con parole più chiare di quelle che utilizzerei io, quindi vi invito a suggerirmela anche se, già lo so, finché la risposta non verrà spontaneamente a me, rischio solo di ostinarmi a rifiutare qualsiasi considerazione.. D.T. June 18 in quanti modi vi hanno mai chiamato??Sfogliando le pagine del mio vecchio diario mi sono imbattuto in una pagina dove avevo appuntato tutti i vari soprannomi che mi hanno affibbiato nel corso della mia breve vita (per quanto ne possa ricordare..), magari ne riconoscerete alcuni scelti da voi stessi e se vi accorgete che ne ho dimenticati alcuni vi prego di segnalarmeli.. Questa è la lista:
non mi arrendoTanto ti aspetterò, ti guarderò abbracciare il tuo amore e poi ti parlerò di qualunque cosa per non farti dire “come stai?”…Forse tu non mi vedrai ma io sarò sempre dietro agli angoli bui, ti aprirò la strada, non ti lascerò mai…Forse un giorno sarà bello fare tardi insieme a te e contare i passi tuoi sulle scale dei pensieri miei, come se..come se..come tutto il mondo fosse fermo ad osservare noi, forse un giorno sarà bello, sarà bello prima o poi…Io non mi arrenderò, tanto so che il tempo mi aiuterà, solo di notte quel brivido alla gola di malinconia per te…quel profumo sentirò e il tuo corpo come per incanto sarà quasi uscito dal sogno, quasi mia realtà… Forse un giorno sarà bello fare tardi insieme a te e contare i passi tuoi sulle scale dei pensieri miei, come se..come se..come tutto il mondo fosse fermo ad osservare noi, forse un giorno sarà bello, sarà bello prima o poi…Tanto ti aspetterò!! ( 883 ) May 17 Impossibilità di agireDisgusto, sdegno, repulsione…commiserazione, compassione, pietà..provo pietà..abbi pietà. Hai tutto il potere di cambiare ciò che non ti va, ma cosa non ti va?i tuoi piani cadono da soli in conflitto, combatti contro ciò che disprezzi e ti rendi conto che hanno ragione..ma non è la ragione che ti interessa, cerchi piuttosto il motivo..un motivo, qualsiasi..ci dev’essere un motivo ma non si trova, allora abbandoni e ti arrendi di fronte al tuo torto evidente; ma non agisci, non cambi, ti hanno convinto ma tu non hai la forza di correggerti né ormai la volontà di perseverare in una battaglia che ti possa giustificare..davanti a chi poi?solo te stesso. Già è difficile così..tutto assume un peso che non sopporti, forse potresti scaricarlo intorno a te, a piccole dosi, a qualcuno..ma come?non ci riesci?..il fatto è che sei bloccato, sai che non ti comprenderanno, ma non è questo..magari c’è chi può capire, magari, e allora ti rendi conto che il vero problema è sforzarsi a esprimere. I concetti non sono semplici, ma ce la si può fare, però..d’improvviso..cos’è che volevi dire?cosa appariva tanto assurdo?è vero, non c’è soluzione, ma ora non vedo neanche il problema..bel dilemma!ci si può perdere la testa su ciò che è incomprensibile, ma prova a dire quali sono i tuoi ostacoli..tanto per cominciare, bé..si inizia con..non si inizia. Punto. Non hai ostacoli reali davanti a te. Però se ti chiedono qualcosa non ce la fai..perché non ti va di farlo?No,magari, in quel caso hai l’animo in pace..il punto è che tu vuoi fare, ma non ti riesce..allora lasci semplicemente perdere e fai altro?troppo facile..no..purtroppo quello che avviene è che tu rimani sospeso..non ti puoi allontanare perché devi fare, lo sai, sei d’accordo, ti andrebbe pure..ma non lo fai. E non rinunci. Impossibilità di agire. Semplicemente, ti consumi. Qualcuno forse nel frattempo si accorgerà di te, o forse no, forse non sei vicino abbastanza da attirare l’attenzione altrui..ma se si accorgono non è certo te che si troveranno davanti -tu chissà dove sei?!- e, anzi, l’ombra che potranno osservare risulterà infastidita, magari neanche lo darà a vedere, ma si comporterà come una piccola formica distolta dal suo febbrile lavoro, costante, patetica nella sua marcia spesso apparentemente insensata. O forse insensata lo è davvero perché ciò che ti spinge ad andare avanti è ignoto a chiunque. Te compreso, anzi, soprattutto a te. Ma prima o poi dovrai pur agire..anche per fare cose stupide, anche per ciò che è irrilevante secondo te, che sappi, quasi sempre, è fondamentale per altri..alle volte vorresti solo isolarti e non sentir parlare di nulla, perché hai i tuoi problemi da creare e tentare di risolvere. Nessuno può negarti quei momenti, ma quando riescono a distoglierti da questo tuo inesorabile compito senza fine, prova a ringraziare: avrai tempo un’altra volta di afferrare il vuoto delle idee. Ma ne senti davvero la necessità, ritaglia un po’ di nulla dalle angosce quotidiane che la gente ti procura: ad avvilirti ci riesci benissimo da solo. Dove voglio arrivare?credo che se lo sapessi non sarei ancora qui a scrivere… May 05 Dialoghi di un monologoIl nulla dilaga..che fine ha fatto il sublime??Giorni di vita: 6680...la follia corrode il cervello e il vuoto dell'animo non tende a colmarsi..i sentimenti possono uccidere...vuole farmi la cortesia di mettere a freno la sua fantasia?!…chi io?il dominatore del male?il dettaglio tralasciato dall’ingiustizia del caso?no, grazie..sto bene dove sto..il mio mondo conosce ancora delle regole…Ma tutto questo è assurdo!!come spera di poter rimanere in vita?lei è pazzo..lasci stare,non si può prendere a pugni il mondo…solo perché fa schifo una cosa non si getta…Chi ha detto che fa schifo?dico però che va ignorata…ma non ha senso, che ne fai del bene?…Gabbiani impazziti..girano,loro..l’aria è cruda, sa?ho questa impressione…Ehi, ma mi sente?mi sa che il codice utilizzato è errato..non è così facile penetrare dentro..dove?bè, lì..insomma, dov’è che si è perso?si, esatto, proprio lì dove il tuo sguardo rispecchia un riflesso di torpore allucinato..ma cos’è questo fare inebetito?…Basta, a cosa valgono le parole in questo delirio che mi circonda e che voi chiamate normalità, prassi mondana, condanna alla conformità..lei è inaccettabile ti dicono, riprovi un’altra vita..ma le parole sono la base di tutto, in fondo tutto è solo parole e suoni e colori, niente più..ma è giusto??nient’affatto..troppo sensato a dirsi, ma prova a pensarlo..anzi prova a pensare..pensa, per Dio!!..non ha forma, NON ha forma!!..al diavolo la coerenza, che ti frega?!Lascia semplicemente scorrere..fluido..flusso..flapp..swopp..Stop. finisce qui..finisce un viaggio..finisce tutto..chi è eterno?tutti, nessuno, qualcuno, chissà..che importa..a tal punto lei è condizionato?…E non sarò solo ridicolo, non sarò solo qualcuno, sarò un’illusione..un’ombra silenziosa..per caso qualcuno mi ha visto?passo inosservato, mi muovo nel buio eppure è pieno giorno..ti ricordi di me?no, chi sei?ma io ti conosco, ma tu no..privato dal piacere del ricordo ma al contempo memoria del mondo..coscienza incattivita, impulsi selvaggi..freni di razionalità. Ora ti tolgono anche le illusioni..ti sorprendi a sognare da solo, modifichi realtà ed eventi, ridisegni il passato, lo proietti su un futuro basato sul nulla, ti estranei da presente, ti perdi..perso..sei perso..hai perso..TU hai perso. Ma tanto ormai chi è abituato a vincere?..i sogni?, non lo è stato mai..la fantasia?, tagliata via..e poi in fondo non siamo neanche in grado di esprimerla…Lei mi ha davvero stupito oggi, ma la compiango amico..provo pena e pietà per lei, ma nessuno farà altrettanto e per questo lei mi dovrebbe ringraziare…Rendo sempre le giuste riconoscenze a chi mi fa del bene, ma anche a chi mi odia e mi detesta, a chi agisce contro i miei interessi, purché ci sia..purché io ci sia, purché mi renda vivo, io sono vivo..dimostramelo!!..fatti avanti nella nebbia, emergi dall’abisso, fatti distinguere!!..fatti a fatti, non a parole..e qui perdiamo il nostro condottiero, credici..e qui perdiamo le speranze, affermati..e qui perdiamo del tutto noi stessi. Vi prego di porgere i vostri suggerimenti alla vita..si accettano consigli, ma solo per ignorarli... April 20 Figli di FuorigrottaBENTORNATO IN SERIE B!!! 15-04-2006- Difficilmente i partenopei potranno cancellare dai loro cuori questo fatidico giorno definito da molti come "IL GIORNO DELLA SERIE B"... Dopo tante amarezze e difficoltà, il Napoli ha raggiunto meritatamente il suo obiettivo grazie alla caparbietà dei suoi giocatori e del suo allenatore. In questo indimenticabole giorno, lo Stadio S.Paolo ha brillato più del solito e i tifosi hanno dato prova, come sempre d'altronde, del loro calore, della loro inimitabile passione e dell'amore che li lega alla loro città. Grande tributo all'umiltà di una squadra che, nonostante tutto, "ha stretto i denti" ed è riuscita ad emergere; la forza degli azzurri è stata quella di non mollare mai, di sperare fino in fondo in una promozione che lo scorso anno si è fatta assaporare e poi è volata via nel nulla. Il ritorno del Napoli in B è una vittoria non solo per i partenopei ma per tutti coloro che amano il calcio. Non si può fare a meno di dire GRAZIE a quanti hanno contribuito a realizzare il sogno azzurro. February 27 Come tutti dovreste sapere..Per chi ancora non avesse fatto il mio test, l'indirizzo da seguire è questo: http://rifleman.altervista.org/friendtest/test.php?usr=2dipicche ...provatelo in tanti!! February 26 guardandomi allo specchio..Fissi dritto negli occhi un uomo distorto la cui forza risiede nella tua paranoia e quasi non sospetti che dietro quel viso familiare uno specchio innocuo è stato capace di cogliere nel più profondo un aspetto a noi sconosciuto e renderlo così semplice che sembra naturale fermarsi davanti ad una tale impressione senza considerare l’ipotesi che qualcosa di tanto immediatamente evidente a noi tutti possa averci ingannato per l’ennesima volta. E in fondo la nostra ingenuità non ha errato del tutto se andiamo a riconoscere che tale magico strumento e giudice imparziale non ha di per sé colpa alcuna se non quella di rappresentare dinnanzi al suo imputato una prova del nostro auto-svilimento, un falso appiglio per le certezze umane il cui destino sembra incrociarsi ad un certo punto con quella cara illusione di aver realmente inteso, illusione che dai nostri sensi prende vigore ed appoggia la nostra spontanea tendenza all’approssimazione nei confronti di una realtà a noi largamente estranea per quanto massimamente vicina alla nostra quotidianità, la realtà di ciò che siamo e che potremmo essere, cosa ancora più profonda di ciò che rappresentiamo. E, ironia della sorte, alle volte è proprio con noi stessi che la nostra essenza sembra rivelarsi più reticente..Ma sorge dunque doveroso porsi un interrogativo, ovvero chiedersi se sia giusto oppure no affannarsi una vita per cercare di comprendere un elemento solo in apparenza basilare quale l’autocoscienza e lo strenuo tentativo di identificarsi con un soggetto che altro non può rappresentare se non una delle tante maschere pesanti che vestiamo per celare quell’equilibrio che ci viene a mancare dentro di noi costringendoci ad improvvisarci giocolieri tra umori che sbalzano tra le mani della nostra fantasia sorvegliata perennemente dalla vedetta costante della ragione, incrollabile, oltre i confini della quale tutti temono di smarrirsi quando poi non chiedono che questo, supplicando di evadere, correre in una palude oscura, rifuggire almeno per una volta dalla responsabilità che ci portiamo nei confronti di un mondo e di una società che sembra negarci il giusto spazio ed il tempo per trovare in noi stessi qualcosa di astratto di cui sentiamo un bisogno irrefrenabile che paradossalmente va ben oltre il desiderio di soddisfare una qualsiasi necessità materiale di cui possiamo identificare le cause e gli effetti che tanto condizionano le nostre esistenze. questo mondo è proprio mio??Ed ecco che sono circondato, posso sentirli ovunque..entrano dalle paure più penetranti dell’orgoglio ferito dalla sua stessa brama di noia, quell’altalena ipnotica che oscilla seguendo il suo percorso di sangue che dalle tue mani porta testimonianza di una lacrima ribelle che tardiva non conosce la pietà e la compassione di un traghetto di persone trasportate lungo il corso degli eventi più avvilenti ma lontano dalla riva di un amaro tollerato, ben accetto purchè il fato non distolga il suo volere da quel timbro di piacere che inatteso può far male se illusone è generata da un affetto mal piantato nel terreno ormai bruciato di un cratere sconosciuto maturato clandestino in un regno prepotente che già sordo non ti sente se a far chiasso è quel che credi valutando ciò che vedi perché sai--…__ |
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